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  • 22 dicembre 2007

    IL NATALE DEI PRECARI DELLA RICERCA: PARLIAMONE.

    a cura dei Precari della Ricerca 

    Non è affatto vero che tutti i capisaldi della Finanziaria 2008 vengono mantenuti.

    “Anziché nei telegiornali parlare di cronaca nera, o delle magagne della politica, cercate di parlare di scuola e di ricerca” e ancora “87.000.000,00 di euro non sono stati decurtati alla ricerca, ma bensì più che quintuplicati, 500.000.000,00 di euro, da dividere negli anni 2008, 2009 e 2010, sono stati destinati a questo scopo” queste le parole del nostro ‘carissimo’ Presidente del Consiglio, quando la sera del 16 dicembre 2007, si gongolava, ospite alla trasmissione “Che tempo che fa”, predicando bene e razzolando male.

    Ma la ricerca chi la fa?

    In Italia la gran parte dei ricercatori lavora grazie (o malgrado) a forme contrattuali che possono essere assimilate al lavoro nero. Co.co.co., assegni di ricerca, borse di studio, contratti professionali, etc., tutto fuorché contratti a tempo determinato comparto ricerca (riservati solo ai figli di…). Lo Stato italiano misconosce i diritti di questi suoi cittadini, tranne che al momento di riscuoterne le tasse, lasciandoli a vita nella condizione di precari (niente maternità; niente malattia; niente previdenza; niente TFR; falsa pensione; la tredicesima, regalo di Natale di cui godono tutti, perfino gli extracomunitari, viene loro negata e per di più dalla dodicesima mensilità viene decurtato il 20%).

    La finanziaria 2008, approvata dalla Camera dei Deputati, adesso recita così:

    Art. 93.

    Fatte comunque salve le intese stipulate, …per gli anni 2008, 2009 e 2010, piani per la progressiva stabilizzazione del seguente personale non dirigenziale, tenuto conto dei differenti tempi di maturazione dei presenti requisiti:

    a) in servizio con contratto a tempo determinato, …;

    b) già utilizzato con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, in essere alla data di entrata in vigore della presente legge, e che alla stessa data abbia già espletato attività lavorativa per almeno tre anni, anche non continuativi, nel quinquennio antecedente al 28 settembre 2007, presso la stessa amministrazione, fermo restando quanto previsto dall'articolo 1, commi 529 e 560, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. È comunque escluso dalle procedure di stabilizzazione di cui alla presente lettera il personale di diretta collaborazione degli organi politici presso le amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 nonché il personale a contratto che svolge compiti di insegnamento e di ricerca nelle università e negli enti di ricerca.

    Aggravando così, la già difficile situazione. Come è facilmente intuibile dalla lettura del comma b) esistono figli e figliastri, co.co.co. di serie A e co.co.co. di serie Z, perfino all’interno degli stessi Enti.

    Con quale criterio la stabilizzazione procede per gli amministrativi dello Stato e retrocede nel caso dei ricercatori, che dovrebbero costituire gli elementi indispensabili allo sviluppo di un Paese che già versa in grave declino? Ma allora, questi ulteriori amministrativi cosa sono tenuti ad amministrare in un’azienda in fallimento?

    Quanto pensate che possa durare la pazienza di persone, che nell’attesa hanno già superato i quaranta anni di età, sono ormai fuori dal mercato del lavoro, ed hanno figli da mantenere, o vorrebbero crearsi una famiglia?

    Forse la finanziaria voleva essere una provocazione!

    Ci si attende forse anche da noi il blocco dei trasporti per essere considerati?

    Cosa ha significato per il nostro Paese lo stanziamento di fondi per il rientro dei cervelli, quando si persevera a farne emigrare degli altri?

    Cosa si vuole fare di questo nostro Paese oltre ad una ricca mangiatoia per i governanti?

    I VERI BUFFONI SONO I POLITICI e non i comici come Grillo, Benigni, Littizzetto e Luttazzi, che non esitano a denunziare il reale disagio comune (Domenica In, ‘L’Arena’, 16 dic 2007).

    Chi scrive è solo una piccola minoranza, ma ritiene di poter rappresentare ed essere portavoce della totalità del personale precario del settore della ricerca.




    permalink | inviato da fulpp il 22/12/2007 alle 22:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa



    24 novembre 2007

    COMUNICATO STAMPA

    Il 31 ottobre 2007 a Genova in seduta costituente ha preso via ufficialmente il F.U.L.P.P. Federazione Unitaria dei Lavoratori e Professionisti Precari, prima organizzazione nazionale a carattere sindacale che ha come obiettivo l’attuazione di attività specificamente mirate alla tutela di tutte le categorie di lavoratori e professionisti precari, con l'intento di dar voce e "svegliare" la società sul problema del precariato che investe non solo l' Italia ma anche l' Europa; i dati sono altamente preoccupanti, l'Europa conta già ben 40 milioni di precari di cui 8 milioni italiani...queste cifre sono abnormi ed è abnorme l'indifferenze della politica e degli organismi di informazione su tale argomento, è inconcepibile che ogni tipo di "regola" nell'ambito del precariato sia decisa al tavolino all'oscuro di chi paga sulla sua pelle ogni giorno tali decisioni, è "vergognoso" che non via sia una rappresentanza e che coloro proposti nelle decisioni che riguardano il precariato precari non lo siano! Lo stato delle cose ha determinato la nascita di questa organizzazione che vuole raccogliere le esperienza di vita e sopratutto l'adesione dei precari in forma completamente gratuita.

    L’obiettivo primario è di unire solidalmente in forma unitaria gli interessi sociali ed economici di tutti i precari per consentirne la democratica rappresentanza necessaria al raggiungimento di maggiori diritti e migliori regole riguardanti l’ampio settore del precariato (co.co.co. e pro., partite iva monocomittente, dipendenti “liberi” professionisti e consulenti, agenti, rappresentanti e venditori porta a porta, lavoratori determinati, contrattisti del pubblico impiego, lavoratori occasionali “dipendenti”, incaricati e stagisti “dipendenti in nero” ecc.), i precari rappresentano un terzo della forza lavorativa italiana! E non contano nulla, la loro voce non viene ascoltata perchè il "sistema" li isola e non gli consente di essere rappresentati adeguatamente, L'INDIFFERENZA! Lavoratori di serie B anzi di serie C costantemente sotto ricatto! I sindacati nazionali (CGIL, CISL, UIL) non sono sufficienti a rappresentare i precari in quanto organizzazioni sindacali a tutela principalmente dei diritti dei lavoratori dipendenti per cui anche per loro i precari si riducono ad un problema “di secondo piano”, è necessaria un organizzazione autonoma che si occupi solo ed esclusivamente dei precari sia lavoratori nelle diverse categorie che professionisti nelle diverse discipline ed è questo il compito che si prefigge di svolgere il F.U.L.P.P.

    Il FULPP INVITA tutti i lavoratori e professionisti precari a registrarsi ed iscriversi a questa organizzazione gratuitamente all’indirizzo WWW.FULPP.TK per esprimere le vostre opinione, le vostre idee e sopratutto unirci per manifestare con maggiore intensità le nostre esigenze come soggetti referenti primari! Un solo motto "INSIEME ED UNITI POSSIAMO FARCELA" , per far capire alla società che non siamo solo figure di passaggio ma che siamo lavoratori e professionisti con pari diritti e pari dignità.



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